Vicenta, Sam Orti
Giuseppe Marco Albano, Stand by me 
Il taglio del film è quello della commedia dissacrante, imperniata su un trash volontario che sfocia in un grottesco divertente ma amaro,in quanto purtroppo tratteggiante un quadro inquietantemente (sur)reale di certi aspetti del nostro Paese. Qual è la genesi dello spunto alla base del corto?

Sicuramente il fastidio quasi fisico ai problemi sociali e politici della mia terra, mancanza di basi culturali che permettano a ragazzi come me di fare Cinema e non solo. La salvaguardia della nostra terra a livello Cinematografico ed industriale. Matera è stata spesso set di film Biblici, dal bellissimo “Il Vangelo secondo Matteo” di Pierpaolo Pasolini, agli ultimi tragici “Passion” di Mel Gibson e “Nativity” di Catherine Hardwicke. Siamo sempre stati rappresentati come qualcos’altro, come altri luoghi e altri territori, dove i giovani invece di lavorare in campagna, andavano a fare le comparse facendosi crescere una barba lunghissima pur di guadagnare qualcosa. Mancanza assoluta di una gestione a livello logistico e pratico nell’ospitare queste megaproduzioni americane. Non abbiamo guadagnato nulla, neanche un titolo nei titoli di coda, forse è rimasto qualche sandalo romano seppellito tra la sabbia della Murgia, smarrito da qualche comparsa.
Quando in giro per l’Italia e per il Mondo nominavo Matera come set cinematografico, nessuno lo conosceva…molti non conoscevano neanche di cosa stessi parlando, ovvero “La Basilicata”.

Al di là della partecipazione di Carlo De Ruggieri,è percepibile un’influenza decisa della comicità di un serial come Boris, specie nell’estremizzazione di certe dinamiche televisive. Si tratta di un riferimento che senti tuo?

Boris è qualcosa di molto diverso da Stand by me, Boris è un ritratto tragicomico della Fiction Italiana, mentre Stand by me è qualcosa di amaro sulla mia terra, è una sorta di critica contemporanea ai problemi istituzionali,sulla politica, sul lavoro e sullo sfruttamento del territorio da parte di grossi imprenditori. La storia che racconto fa riferimento alla morte, la morte in Stand by me, non è nient’altro che una metafora sulla morte del nostro territorio. Il finale televisivo sicuramente sta a rappresentare la presenza della tv oggi nelle case degli Italiani, che ha sfortunatamente sostituito il cinema vero, quello in sala, quello dove paghi il biglietto e ti siedi su di una poltrona comoda e accogliente.
Lo spot lanciato così durante la storia (nel finale come avrete visto), ricorda esattamente la sensazione che ha lo spettatore televisivo quando la pubblicità interrompe la tranquilla visione di un film. La presenza di Carlo De Ruggieri all’interno della storia non ha nulla a che fare con Boris, ma è una questione di stima, amicizia e poi Carlo è di Matera.

Nel farti i complimenti per aver coniato uno degli slogan di maggior genio degli ultimi anni, “Venite a morire a Matera”, ti chiedo: in futuro punterai su un taglio simile anche in altri lavori o si tratta di un divertissement estemporaneo? Che tipo di progetti hai in cantiere?

Ho appena finito di girare la mia opera prima, tutta in Basilicata ovviamente, avvicinandomi molto allo stile di Stand by me, alcuni hanno addirittura detto che è Stand by me portato al Lungo, ma non è così perchè le storie sono molto diverse pur avendo lo stesso protagonista (Antonio Andrisani). Il titolo del Film è “Una domenica notte” tratto da un brano del Cantautore Calabrese Brunori Sas e da un soggetto originale dell’attore protagonista Antonio Andrisani. Ora torno a montare questo mio primo lungometraggio.

Intervista a cura di Francesco Portesi
 
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