Theo Putzu, Paper Memories
Cosa ti ha portato a scegliere per il tuo lavoro un’impostazione tecnica simile, dando vita praticamente ad un fotometraggio? Che tipo di impegno e di lavoro ha prodotto tale scelta?
Il tema trattato, la memoria, mi ha spinto a utilizzare questa tecnica, una frammentazione visiva che rimanda alla frammentazione temporale del ricordo, di ciò che è stato. Forma e contenuto in questo caso sono inscindibili. Credo che la definizione di fotometraggio sia perfetta.
È stato un lavoro molto impegnativo perché ho dovuto lavorare su 9000 foto poi diventate circa 4000 nel montaggio finale. L’intero processo, montaggio delle foto e costruzione del suono, ha occupato circa un mese e mezzo di lavoro.
Si tratta di un approccio tecnico per te innovativo o fa già parte del tuo bagaglio professionale ed esperienziale? Punti ad adoperare questa tecnica anche in futuro?
Ho già avuto modo di lavorare con la tecnica dello stop motion prima di questo cortometraggio ma è la prima volta che utilizzo personaggi reali, il che ha cambiato decisamente l’approccio al lavoro. Sicuramente utilizzerò nuovamente questa tecnica per futuri lavori, ho già delle idee al riguardo, compresa quella folle di un lungometraggio.
La struttura e la tipologia del tuo lavoro mi hanno portato a pensare a Film, corto del 1964 basato su una sceneggiatura di Samuel Beckett. È un riferimento che hai preso in considerazione? Quali sono gli imput principali che ti hanno condotto alla creazione di questo progetto?
Conosco perfettamente il corto ma non è stato un riferimento per Paper Memories. Gli imput sono stati molteplici, la voglia di sperimentare, l’esigenza di raccontare una storia che affrontasse il tema della memoria da un punto di vista “altro”, le inquietudini che accompagnano le mie giornate.
Progetti a breve e lungo termine?
Esce proprio in questi giorni il videoclip THE LETTER per il gruppo LE-LI, anche questo girato in tecnica Stop Motion ma con una tipologia ancor più complicata di Paper Memories: 2000 foto stampate su comuni fogli A3 da fotocopia, poi ri-fotografate con animazioni a passo uno di lettere che vanno a interagire con i due protagonisti. Sto anche girando un altro videoclip per un cantautore tedesco che vive in Italia, sarà pronto per la fine novembre. A lungo termine ci sono altri cortometraggi e videoclip e, ovviamente, il desiderio di arrivare alla direzione di lungometraggi.
Intervista a cura di Francesco Portesi