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Ten minutes older: il tempo e il cinema
Quindici registi, quindici cortometraggi in un dittico filmico che raccoglie 15 “sguardi” sul concetto del Tempo, parafrasando con modalità cinematografiche differenti, le fasi e le tappe di uno svelamento progressivo, ma mai esaustivo, del senso ultimo dello "scorrere infinito": composto da The Trumpet e The Cello (rispettivamente di 7 e 8 cortometraggi), TMO è un progetto nato nel 2002 e presentato nei più importanti festival internazionali. The Trumpet è stato infatti presentato nella sezione “Un certain regard” al Festival di Cannes 2002, mentre The Cello, alla 59esima edizione (fuori concorso) del Festival del cinema di Venezia. Un biglietto da visita di tutto riguardo, visto anche i registi che vi sono stati coinvolti: Aki Kaurismäki, Victor Erice, Werner Herzog, Jim Jarmusch, Wim Wenders, Spike Lee, Chen Kaige, Bernardo Bertolucci, Mike Figgis, Jirí Menzel, István Szabó, Claire Denis, Volker Schlöndorff, Michael Radford e Jean-luc Godard.
Dogs have no hell , Aki Kaurismäki, 2002, 10'
Lifeline , Victor Erice, 2002, 10'
10.000 years older , Werner Herzog, 2002, 10'
Int. Trailer night , Jim Jarmusch, 2002, 10'
Twelve miles to Trona , Wim Wenders, 2002, 10'
We wuz robbed , Spike Lee, 2002, 10'
100 flowers hidden deep , Chen Kaige, 2002, 10'
Histoire deàux , Bernardo Bertolucci, 2002, 10'
About Time 2 , Mike Figgis, 2002, 10'
One moment , Jirí Menzel, 2002, 10'
Ten minutes after , István Szabó, 2002, 10'
Vers Nancy , Claire Denis, 2002, 10'
Enlightenment , Volker Schlöndorff, 2002, 10'
Addicted to the stars , Michael Radford, 2002, 10'
Dans le noir du temps , Jean-luc Godard, 2002, 10'
Mito, storia e realtà nel cinema di Pier Paolo Pasolini
Nella sua articolata produzione cinematografica, Pier Paolo Pasolini ha girato nel corso degli anni ’60 una serie di corto-mediometraggi che ancora oggi si presentano per la loro "forza" e "profondità". Cortopotere ha scelto di dedicare una piccola retrospettiva a questo grande autore (il prossimo anno decorreranno 30 anni dalla scomparsa), la cui poetica si condensa attraverso le tre opere selezionate: lavori indimenticabili che “orchestrano” una visione autoriale sulla dimensione favolistica-rappresentativa (Cosa sono le nuvole?), politico-esistenziale (La sequenza del fiore di carta) e di denuncia sociale, velata da quel senso “religioso arcaico” (La ricotta), di un grande pensatore e uomo di cultura.
La ricotta , 1963, 30'
Cosa sono le nuvole? , 1967, 30'
La sequenza del fiore di carta , 1968, 10'
Cinema antropologico italiano (2): Luigi Di Gianni
Nel 1958 un giornale inglese coniò l’espressione “miracolo economico” per indicare la tenacia e il grande balzo in avanti che l’industrializzazione italiana stava compiendo per entrare nell’olimpo dei paesi più sviluppati del mondo. Ma il 1958 è anche l’anno di Magia Lucana, primo documentario di Luigi Di Gianni, estrema chiarificazione e “testimonianza” di un percorso di “sopravvivenze” opposto a quello industriale, dedicato a quel Meridione in cui il regista ha riversato gran parte, se non tutta, la sua carriera cinematografica. Il contrasto si accentua ogni volta di più quando ci si immerge in quel mondo “magico” dei contadini, prossimi alla scomparsa e lontani dalla civiltà.
Il cinema di Di Gianni si fonda su un’ambivalenza “costruttiva” evidente: il suo cinema è il rincorrersi tra interpretazione e testimonianza (emblemi dei suoi lavori, fatti di ricostruzioni, segno del suo eterno amore per la fiction, e di ripresa diretta di avvenimenti, soprattutto dopo Il male di San Donato del 1965 che inaugura una nuova fase poetica), per uno sguardo complessivo tutto dedicato a perlustrare gli <<abissi della vita>>.
Il male di San Donato , 1965, 10'
La potenza degli spiriti , 1968, 18'
Nascita di un culto , 1968, 15'
Il culto delle pietre , 1967, 18'
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