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Il cinema-soglia di Werner Herzog <<… sono sicuro che i miei film incontrino persone, da qualche parte, che sono ancora ardenti, vive. Bisogna provare che esistano ancora!… io non cerco <<relitti di umanità>>,…, ma l’uomo autonomo, forte. Chi ha avuto paura vede di più. Forse cerco cose utopiche, spazio per l’onore e il rispetto umani, paesaggi non ancora offesi, pianeti che non esistono, paesaggi sognati>> (Film Quarterly, autunno 1977). Un viaggio attraverso cinque cortometraggi, quelli di un autore troppo spesso banalmente mitizzato, cinque sguardi erranti alla ricerca di un “eldorado” originario in cui scoprire per la prima volta tracce di figure, di paesaggi ancora incontaminati, verso una visione originaria e primogenita delle cose, in cui fagocitare insieme il paesaggio, mai descrittivo, e l’uomo. Dare voce ad esistenze e paradossalmente dissolverle in una esperienza visiva quasi mai razionalizzata e spesso interiore, che dà vita ad un allucinatorio paesaggio antropomorfizzato in cui sembrano vivere figure “fauno-animalesche”: Herzog.

Werner Herzog

Ultime parole , 1968, 13'

Pilgrimage , 2001, 18'


Herakles , 1962, 10'
Ultime parole , 1968, 13'
La Soufriere , 1977, 30'
Pilgrimage , 2001, 18'
Il cinema visionario di Patrick Bokanowski
Guardare senza narrare, percepire senza capire: gli universi visionari di un grande sperimentatore (Francia, 1943) alle prese con le variazioni dell’universo ottico. E’ la luce, la scomposizione del suo spettro in lunghezze d'onda variabili, e le "impressioni" da essa depositate sui corpi che ostacolano la sua corsa, ad animare la ricerca di Bokanowski, di cui verranno proposti cinque lavori. I cortometraggi La Plage, Au bord du lac e Flammes, sono la più chiara testimonianza di questo "guardare senza narrare". La composizione, pur partendo dalla ripresa del dato reale - una spiaggia, la vegetazione ai bordi di un lago, … -, si distorce, filtrata dall'intromissione, tra realtà e cinepresa, di un vetro smerigliato, pervenendo a suggestive visioni pittoriche. Le sperimentazioni sulla percezione della luce permangono anche in La femme qui se poudre e in Dejeneur du matin (anni 70), sebbene vengano indirizzate alla creazione di una dimensione completamente claustrofobica e perturbante.

Patrick Bokanowski

Dejeuner du matin , 1974,12'

Au bord du lac , 1993, 6'


Dejeuner du matin , 1974,12'
La plage , 1992, 14'
Au bord du lac , 1993, 6'
Esordi di un regista: Michelangelo Antonioni
<<Quando giravo il mio primo documentario nel 1942, Visconti girava Ossessione. Gente del Po era un documentario sulla pesca, sul trasporto con i battelli, sui pescatori: uomini, cioè, non cose e luoghi. Ero, senza, saperlo, sulla stessa linea di Visconti. Mi ricordo molto bene che il mio rammarico era di non poter dare a questa materia uno sviluppo narrativo, cioè di non poter fare un film a soggetto…Il secondo ordine di osservazioni che mi ha portato verso una certa strada è stata la stanchezza istintiva che sentivo già da parecchio tempo verso quelle che erano le tecniche e i modi di racconto, normali e convenzionali del cinematografo. Questo vincolo l’ho cominciato ad avvertire istintivamente fin dai miei primi documentari, soprattutto da N.U., che avevo girato in modo piuttosto diverso da quello fino ad allora conosciuto… mi ero occupato delle persone>> (1961) Cinque documentari, cinque opere di esordio che racchiudono un universo “antropologico” mosso dalla volontà di sondare l’esistenza (Gente del Po, N.U.) e di catturare, per preservarle, tracce di credenze (Superstizione), mitologie (La villa dei mostri) e di fenomeni di costume (L’amorosa menzogna).

Michelangelo Antonioni

Gente del Po , 1943, 10'

Superstizione , 1949, 9'


Gente del Po , 1943, 10'
L'amorosa menzogna , 1948, 10'
Superstizione , 1949, 9'
L'entusiasmo dei 'giovani turchi': la Nouvelle Vague
Piccolo omaggio ad uno dei movimenti cinematografici più celebri, e celebrati, della storia del cinema: il <<gruppo di amici>>, stretti attorno ai Cahiers du cinéma, che intorno alla fine degli anni ’50 cerca di scardinare le tradizionali poetiche e gli stili del cinema. Rompere gli schemi e a flusso discontinuo investire e dissolvere al tempo tutta la cinematografia, una vera e propria “ondata” di “freschezza”. Undici capolavori tra anticipazioni ed “outsider” (alcuni lavori anticiperanno poetiche future – Guernica di Resnais ad esempio) e manifesti veri e propri (Les Mistons di Truffaut), passando per il capolavoro di Resnais Notte e nebbia, sull’orrore dei campi di sterminio nazisti.  <<Credo che la Nouvelle Vague abbia avuto una realtà anticipata. All’inizio era un’invenzione giornalistica, poi è diventata una cosa reale. Ad ogni modo se non fosse stato coniato lo slogan giornalistico in coincidenza del Festival di Cannes, credo che sarebbe stata la forza delle cose a creare questa o un’altra denominazione…>> (Truffaut 1959) 

Francois Truffaut

Nuit et brouillard , Alain Resnais, 1955, 32'

Les mistons , Francois Truffaut, 1957, 18'


Guernica , Alain Resnais, 1950, 13'
Nuit et brouillard , Alain Resnais, 1955, 32'
Le chant du styrene , Alain Resnais, 1957, 19'
Tous le garcons s'appellent Patrick , Jean-Luc Godard, 1958, 21'
Charlotte et son Jules , Jean-Luc Godard, 1958, 13'
Une histoire d'eau , Jean-Luc Godard, 1958, 18'
Les mistons , Francois Truffaut, 1957, 18'
Le coup du Berger , Jacque Rivette, 1956, 28'
L'amour existe , Maurice Pialat, 1961, 21'
O saisons o chateaux , Agnes Varda 1956, 20'
Les marines , Francois Reichhenbach, 1957, 22' 
Koiravideo 200810 Edit 1, Samuli Alapuranen
Koiravideo 200810 Edit 1, Samuli Alapuranen