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Haunted House: Cronenberg, Welles, Bava, Beckett, Brakhage, Švankmajer, Polanski
Con il secondo percorso di rassegna si cambia decisamente registro: scegliendo un’iconografia che da sempre appassiona e affascina pubblico e critica, si è tentato di offrire uno sguardo che indagasse a 360° il tema de ‘la casa infestata’ (da fantasmi, da spettri, da ‘presenze’).
La casa infestata (da fantasmi, da spettri, da ‘presenze’) è uno dei temi privilegiati dal cinema, fin dalle sue origini (il cinema del resto nasce proprio all’interno di questa doppia esposizione: corpi e fantasmi di corpi - non è forse un fantasma il negativo fotografico di un corpo? - presenza e assenza, luci ed ombre). I sette cortometraggi raccolti in questa rassegna affrontano dunque la questione della spettralità in una duplice prospettiva: a) da una parte emerge l’iconografia di genere (horror) contrassegnata da una narrazione classica che ripropone molti clichè (apparizioni, fantasmi, luci contrastate, atmosfere rarefatte, etc e ne fanno parte Return to Glennascaul, La sedia della menzogna, Goccia d’acqua e I Wurdalak), b) dall’altra una dimensione più intimista che trasferisce la spettralità nel proprio vivere quotidiano (Wedlock house: an intercourse), nell’immaginario onirico-letterario (La caduta della casa Usher) e nel proprio sé (Film). Fatta eccezione per la serata inaugurale del festival (domenica 25, dove verranno presentati un solo lavoro per rassegna), la proiezione dei cortometraggi che formano il percorso Haunted house è stata pensata ‘a coppia’: ogni sera cioè (giovedì, venerdì e sabato) verranno proposti un corto della categoria a) e uno della b), in modo che lo spettatore riceva da una parte ciò si aspetta di vedere, dall’altra ciò che si nasconde dietro l’iconografia tradizionale
a) Il corto di Hilton Edwards Return to Glennascaul (attore Orson Welles) ci presenta la situazione quasi canonizzata della spettralità: una casa infestata di presenze ‘altre’, vite e tempi che si intrecciano verso la condivisione di spazi e ‘storie’ (un uomo incontra due donne, le accompagna a casa, ma quando riporta loro un accendino si accorgerà che la casa è disabitata e che quelle donne non sono mai esistite….). Il corto di Cronenberg La sedia della menzogna ci presenta una casa infestata e una temporalità scissa: una coppia di giovani trova soccorso (la macchina in panne) in una casa abitata da due anziane signore, che si rivolgono a loro come fossero parenti. Finzione e realtà si confondono in un prodotto televisivo (che Cronenberg gira per la tv canadese) che rispetta i clichè di genere: casa isolata in mezzo al temporale, desolazione, lampi, mistero, luci ed ombre. I due cortometraggi tratti dal film ad episodi del 1963 di Mario Bava I tre volti della paura, rispettivamente La goccia d’acqua (un’infermiera è perseguitata dallo spettro di una medium) e I Wurdalak (con l’interpretazione dell’icona Boris Karloff – quest’anno decorrono 50anni dalla sua morte avvenuta il 2 febbraio del 1969 - una casa minacciata da strani ‘vampiri’), rappresentano al meglio il cinema horror italiano degli anni Sessanta. b) I tre cortometraggi del secondo blocco invece indagano la spettralità in maniera del tutto autonoma rispetto alle convenzioni di genere: in Stan Brakhage (A Wedlock house: an intercourse) troviamo la visionarietà di un regista che si filma, insieme alla moglie, nel proprio appartamento e che, tra giochi di luci ed ombre, maschera di spettralità la propria e l’altrui presenza (il negativo di un’immagine non è forse il suo spettro?). Film, soggetto di Samuel Beckett, vede protagonista un uomo (l’ultimo film interpretato da un vecchio Buster Keaton) che, inseguito da uno ‘sguardo’, si rifugia in una casa chiudendo finestre e porte, fino a quando sopraggiungerà lo spettro più temuto: la morte. Infine La caduta della casa Usher, sul racconto omonimo di E.A.Poe, lavora sulla dissociazione tra una voce che racconta di spettri e una casa che materialmente si disfa (tutto attraverso l’animazione surrealistica di Svankmajer): la casa pulsa, proprio come fosse un corpo vivente; vive e muore per poi risorgere come spettro. Completano la rassegna, in collaborazione con Lab80Film, la proiezione del capolavoro di Roman Polanski Rosemary’s baby (martedì) e di un film a sorpresa sempre sul tema della casa infestata (maratona del venerdì sera
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